Gli occupanti sono stati sospinti dalle forze dell’ordine verso la vicina stazione della metropolitana. La maggior parte di loro ha raccolto le proprie cose e si è allontanata senza opporre resistenza. Hanno fatto eccezione una ventina di manifestanti, che invece sono stati arrestati per aver risposto all’ordinanza degli agenti in modo tutt’altro che pacifico. Al momento, nella zona in cui, dal reinsediamento di Putin, il movimento aveva messo in atto una sorta di “Zuccotti Park” tenendo seminari sulla Primavera Araba, spettacoli teatrali, canti e discussioni politiche, sono in corso le operazioni di pulizia e riordino.
Accogliendo la richiesta di una decina di cittadini residenti nel quartiere, i quali avevano denunciato proprio la sporcizia e il disturbo della quiete pubblica provocati dagli occupanti, il Tribunale moscovita di Basmanny già ieri aveva impartito alle forze dell’ordine di “prendere misure per mettere fine al disordine”, fissando appunto l’ultimatum alle 12 di oggi. I danni stimati dal comune di Mosca ammonterebbero a una somma pari a oltre 511mila euro, mentre i dimostranti hanno dichiarato di aver trovato il prato su cui si è svolto in pacifico sit-in già rovinato, di aver rispettato l’area occupata mantenendola pulita e di essere persino disposti a favorire la ricrescita del manto erboso a proprie spese.
Il movimento OccupyAbai, così chiamato dal nome del poeta kazako Abai Kunanbaev sotto la cui statua la settimana scorsa si erano riuniti i primi manifestanti, nasce dalla richiesta pacifica da parte di intellettuali, studenti e famiglie del “rispetto dei loro diritti di base”: ad esempio, elezioni oneste, stampa libera e la liberazione dei leader politici. Il riferimento è a Navalny e Udaltsov, i due leader del movimento condannati a 15 giorni di detenzione amministrativa per resistenza a pubblico ufficiale durante una delle manifestazioni anti-Putin della settimana scorsa. A guidare ora la ‘ribellione’ sono il diciannovenne attivista Ilya Yashin, leader di Solidarnost, e Ksenia Sobchak, figlia dell’ex sindaco di San Pietroburgo.
Per sabato 19, invece, in occasione della “Notte dei musei”, scenderanno in piazza a Mosca anche gli artisti: nell’ambito dell’iniziativa denominata “Museo nomade dell’arte contemporanea” 25 pittori chiederanno il “diritto di passeggiare” nella propria città, senza il permesso delle autorità e senza il rischio del carcere. “Ogni artista camminerà con in mano una propria opera. Vogliamo portare i nostri lavori in strada, parlare non solo attraverso parole ma anche le immagini visive”, ha spiegato il critico d’arte Yuri Samodurov.
Ma l’Occupy russa, nonostante lo sgombero, non si fermerà: infatti, i manifestanti stanno cercando in queste ore, tramite Twitter, di decidere il luogo più sicuro dove spostare la protesta.
16 maggio 2012
Alessandra Morgese